Il Pesto alla trapanese è un condimento tipico siciliano, fresco, profumato, velocissimo e a crudo! A base di pomodori, mandorle, pecorino, basilico, aglio e olio, è una variante mediterranea del Pesto genovese che ho assaggiato per la prima volta ad Erice, sul mare: cremoso e granuloso, rustico, dal gusto ricco avvolgeva divinamente le busiate! Prepariamolo con i consigli del ristoratore di Trapani: lo amerete!
Rientrata a Roma, ho scoperto che esistono diverse versioni, ma nel ricordo di quel sapore, vi riporto fedelmente la Ricetta originale del Pesto trapanese. Le cui origini risalgono al XV secolo, quando i marinai genovesi, durante gli scali a Trapani, portarono il loro pesto. Da li a poco, le massaie siciliane lo rielaborarono con prodotti del territorio: pomodori al posto del basilico ligure e mandorle al posto dei pinoli.
Anche se si tratta una preparazione facilissima, lo chef delle Valli Ericine, suggerisce 2 regole per un risultato perfetto: 1) scegliere ingredienti di qualità locali come pomodori pizzutelli molto maturi, mandorle e pecorino siciliano. 2) utilizzare mortaio e pestello per ottenere l’autentica texture puntinata. Se volete velocizzare o non avete gli strumenti, potete utilizzare il mixer a lame, facendo attenzione a dosare la velocità per ottenere un condimento non frullato! Dove si percepisce la struttura come nel mio Pesto di pistacchio e il mio Pesto di zucchine .
La tradizione lo vuole sulle Busiate alla trapanese, (ormai nel mio ricettario insieme alla Pasta con le sarde) Ma potete condire la pasta che preferite, spalmarlo sulle bruschette, arricchire verdure e piatti freddi!
Ricetta Pesto alla trapanese
| Preparazione | Cottura | Totale |
|---|---|---|
| 15 minuti | 5 minuti | 20 minuti |
| Costo | Cucina | Calorie |
|---|---|---|
| Basso | Italiana | 247 Kcal /100gr |
Ingredienti
| Quantità per 4 persone (un barattolo da 250 gr) |
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Come fare il pesto alla trapanese
Prima di tutto lavate i pomodori, incideteli con un taglio a croce e tuffateli per 2 minuti in acqua bollente ( questo passaggio di sbollentare è facoltativo, ma lo chef trapanese lo consiglia per avere una texture più vellutata)
Poi sbucciate i pomodori, premete per far uscire via acqua e semi, lasciate solo la polpa e ponete da parte.
Infine occupatevi delle mandorle, se non utilizzate quelle già spellate, immergetele in un pentolino di acqua bollente per 3 minuti. Poi scolate e sbucciatele mandorle tenendo una mandorla tra il pollice e l’indice, sfregate con forza, la buccia sfilerà velocemente.
Alla fine grattugiate il pecorino siciliano e pulite il basilico fresco senza bagnarlo:

Infine sbucciate e tagliate l’aglio a fettine.
A questo punto servitevi di mortaio di marmo e pestate con un pestello di legno lentamente e senza strisciare, pestando con colpi netti: prima le mandorle, poi aggiungete pomodori, poi aglio e infine basilico; continuando a colpi decisi fino ad ottenere un composto corposo.
Se non avete il mortaio utilizzate un mixer piccolo con lame e azionate la funzione “pulse” e procedete a poco a poco, inserendo gli ingredienti indicati sopra. Ricordate che il composto non dev’essere una salsa liscia, ma si deve percepire la texture puntinata e rustica, come fosse stata realizzata al mortaio. Quindi frullate, fermatevi, controllate, ricominciate pochi secondi fino a quando non raggiungete una consistenza omogenea, corposa, granulosa.
Solo infine (in qualunque modo abbiate realizzato il vostro pesto alla trapanese) aggiungete il pecorino e un filo d’olio, dosando bene la corposità! Salate ed eventualmente aggiungete se gradite un pizzico di pepe!
Ecco pronto il vostro Pesto alla trapanese

Consigli e Varianti
Se non trovate la qualità dei pomodori indicati, potete utilizzare anche pomodori ciliegino più comuni e reperibili.
una variante squisita è utilizzare pomodori secchi, stessa quantità
Conservazione
Il Pesto alla trapanese si conserva in frigo perfettamente per circa 5 giorni. Se volete, potete anche congelarlo in questo caso potete conservarlo per 2 mesi. Una volta scongelato va utilizzato entro 1 giorno.




Lo conosco è ottimo
Ciao, sono trapanese x questo mi permetto di darti un consiglio sulla sequenza di esecuzione,si parte sempre con aglio, sale basilico,poi le mandorle che x fare prima si possono macinare al mixer e infine il pomodoro,quando tutto è pronto si mette l’olio,il pecorino ognuno lo mette a piacere nel suo piatto,se vuoi una cosa proprio tipica ci andrebbe la mollica di pane raffermo tostata in padella con un filo d’olio, e si serve sempre con qualcosa di fritto sopra,melanzana o zucchina oppure patate, nelle case dei pescatori si usa il pesce fritto che a me non piace mettere sulla pasta,si può servire x secondo.scusami se mi sono dilungata troppo,solo una cosa e poi chiudo’aglio è troppo poco,noi calcoliamo 1 spicchio a persona,tanto che non lo chiamiamo pesto ma pasta con l’aglio,in tempi moderni in tanti la chiamano pesto.
Me h gustado mucho la aclaración Gracias
Perfetto! :)
molto interessante Giovanna! Grazie per il tuo contributo ;)
Molto interessante proverò anche questa variante con la mollica
Un’atra variante del pesto alla trapanese è al posto del pecorino mettere la ricotta salata vi posso. Assicurare che è una delizia provate
Buonissimo. Ma io,di Roma,conoscevo questo pesto fatto però con i pomodori secchi sott’olio!!!!! Proverò sicuramente a farlo…con il parmigiano.
Volevo suggerirlo anch’io! In alcune zone della Sicilia si usa la ricotta salata in luogo del pecorino!
Benissimo!
non pretendo che si voglia avere una ricetta per una DOP come per il pesto Genovese…. ma dovreste mettervi d’accordo sui dosaggi che fanno la differenza, in rete si trovano ricette tutte discordanti sulle quantità, ad esempio 250 grammi di pomodori già spellati e privati dei semi? oppure 250 grammi all’origine? Privati dei semi e della buccia si perde quasi il 50%…..
Buongiorno Franco, bentrovato, la mia ricetta prevede 250 gr di pomodori interi, come tutti gli ingredienti che vengono sempre elencati qui da me su Tavolartegusto, ove non specificato, si intendono sempre crudi e pesati così come sono.